Nuovi LEA, oltre 800 prestazioni entrano nel Servizio sanitario: cosa cambia per cittadini e pazienti
I Livelli essenziali di assistenza si aggiornano dopo anni di attesa, con l'obiettivo di ridurre le differenze territoriali e rendere accessibili innovazioni già entrate nella pratica clinica.

Dopo anni di attesa, cambiano i Livelli essenziali di assistenza, il perimetro delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire ai cittadini. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm e del decreto ministeriale di aggiornamento dei Lea entrano nel sistema circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie, attraverso l'introduzione di nuove voci, la revisione di quelle esistenti e l'eliminazione di prestazioni ormai considerate obsolete.
L'aggiornamento interessa alcuni degli ambiti nei quali, negli ultimi anni, l'innovazione clinica e diagnostica ha corso più rapidamente delle regole di accesso attraverso il Ssn: prevenzione, oncologia, malattie rare e croniche, gravidanza e specialistica ambulatoriale. Il provvedimento entrerà in vigore a 30 giorni dalla pubblicazione.
Per cittadini, famiglie e associazioni di pazienti il passaggio più rilevante è proprio questo: tecnologie, test e percorsi assistenziali già disponibili in parte del Paese o ottenibili con modalità differenti da Regione a Regione entrano ora nel livello di assistenza che deve essere assicurato sull'intero territorio nazionale.
"Con la pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Servizio Sanitario Nazionale più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute", ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci. Secondo il ministro, l'obiettivo è garantire l'accesso alle innovazioni indipendentemente dal luogo di residenza, evitando che si consolidino differenze tra territori nell'offerta delle cure.
Screening neonatale: la SMA entra nei Lea
Tra le novità più attese c'è l'introduzione su tutto il territorio nazionale dello screening neonatale per l'atrofia muscolare spinale (SMA), una malattia genetica rara per la quale la diagnosi precoce può avere un ruolo determinante nell'avvio tempestivo dei trattamenti.
Si amplia anche lo Screening neonatale esteso (SNE), che viene esteso ad altre otto patologie metaboliche e rare. Il nuovo impianto comprende, tra le condizioni indicate nel percorso che ha portato all'aggiornamento, immunodeficienze combinate gravi, mucopolisaccaridosi di tipo I, adrenoleucodistrofia legata all'X e malattie come Pompe, Fabry e Gaucher.
L'allargamento degli screening rappresenta uno dei punti più significativi dell'aggiornamento perché interviene prima della comparsa dei sintomi, in una fase nella quale individuare precocemente una patologia può cambiare radicalmente il percorso di cura.
Gravidanza, arrivano i test prenatali non invasivi
Cambiano anche le prestazioni per la gravidanza. Nei nuovi Lea vengono introdotti i test prenatali non invasivi, insieme a ulteriori prestazioni dedicate al controllo della gravidanza fisiologica e alla tutela della salute della madre e del nascituro.
Tra gli strumenti previsti nel percorso di aggiornamento figura il NIPT su DNA fetale per l'individuazione delle principali trisomie, un test che negli ultimi anni ha trovato una diffusione crescente ma con condizioni di accesso non uniformi sul territorio. L'ingresso nei Lea assume quindi un significato che va oltre l'introduzione di una nuova tecnologia: stabilisce un riferimento nazionale per una prestazione che, finora, poteva dipendere in misura rilevante dalle scelte organizzative e dalle risorse delle singole Regioni.
